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Come posare correttamente il cappotto termico: fasi operative ed errori da evitare

La posa in opera del cappotto termico è un passaggio cruciale per garantire prestazioni energetiche elevate, durabilità nel tempo e sicurezza dell’edificio. Anche il miglior sistema di isolamento, se applicato in modo scorretto, può perdere efficacia e generare problematiche come distacchi, fessurazioni, infiltrazioni o degrado precoce delle facciate.

Per questo motivo, promuoviamo una cultura del cappotto di qualità, basata su progettazione accurata, sistemi certificati e posa a regola d’arte.

Cappotto termico: l’importanza della posa in opera

Secondo la norma UNI/TR 11715, la corretta progettazione e la posa eseguita da manodopera qualificata sono condizioni imprescindibili per garantire l’efficacia e la durabilità dei sistemi ETICS (External Thermal Insulation Composite Systems).

 

La qualità dell’intervento dipende infatti non solo dall’esecuzione in cantiere, ma anche dalla chiarezza dei documenti progettuali: una corretta redazione del capitolato per il cappotto termico consente di definire in modo puntuale materiali, prestazioni richieste, modalità di posa e controlli, riducendo il rischio di errori e difformità in fase esecutiva.

 

In questo contesto, la posa del cappotto non può essere considerata una semplice sequenza di lavorazioni, ma un processo strutturato che deve tenere conto di molteplici variabili tecniche e ambientali. Oltre alle condizioni ambientali, occorre valutare anche:

 

  • caratteristiche del supporto;
  • dettagli costruttivi dell’edificio;
  • tipologia di sistema a cappotto scelto in fase progettuale.

Verifiche preliminari prima della posa

1. Controllo delle condizioni ambientali

Prima di iniziare i lavori è fondamentale verificare che le condizioni climatiche siano idonee:

  • temperatura generalmente compresa tra +5 °C e +35 °C;
  • assenza di pioggia, nebbia persistente o forte vento;
  • evitare l’esposizione diretta al sole durante le fasi più delicate.

Queste condizioni riducono il rischio di presa irregolare dei collanti e di difetti superficiali.

2. Verifica del supporto

Il supporto deve essere:

 

  • coeso e stabile, privo di parti incoerenti;
  • asciutto, senza presenza di umidità di risalita;
  • privo di sali, polveri, oli o residui;
  • sufficientemente planare.

 

Eventuali irregolarità devono essere corrette prima della posa del cappotto.

3. Analisi dei particolari costruttivi

Già in fase progettuale (e confermata in cantiere) è essenziale valutare:

  • davanzali e soglie;
  • rientranze e sporgenze;
  • giunti strutturali e di dilatazione;
  • attacchi a terra e zone esposte all’assorbimento d’acqua.

Una gestione corretta dei dettagli costruttivi evita ponti termici e infiltrazioni.

Le fasi di posa in opera del cappotto termico

Di seguito esaminiamo tutte le fasi di posa:

1. Posa dei profili di partenza

I profili (ad esempio quelli per i pannelli di zoccolatura) vanno:

  • posizionati correttamente in bolla;
  • allineati con precisione;
  • fissati al supporto tramite idonea tassellatura.

     

Questa fase garantisce una corretta partenza del sistema e protegge le fasce inferiori dall’umidità e dagli urti.

2. Preparazione del collante

La preparazione del collante deve avvenire nel rispetto delle indicazioni di scheda tecnica:

  • collante in polvere: miscelato con acqua pulita nelle proporzioni corrette;
  • collante in pasta: additivato con cemento secondo le prescrizioni del produttore.

 

Una miscelazione errata compromette l’adesione e la resistenza meccanica del sistema.

preparazione del collante per posa cappotto termico - Ard Raccanello

3. Applicazione del collante

applicazione collante a tre punti centrale su pannello - ARD Raccanello

Il collante può essere applicato secondo due modalità principali:

 

  • Sistema a cordolo + tre punti centrali, coprendo almeno il 40% della superficie del pannello;
  • Incollaggio totale con spatola dentata in acciaio inox, consigliato su supporti perfettamente complanari.
  •  

La corretta applicazione garantisce una distribuzione uniforme delle tensioni e una maggiore resistenza alle sollecitazioni.

4. Applicazione delle lastre isolanti

Le lastre isolanti vanno posate:

 

  • dal basso verso l’alto;
  • perfettamente accostate;
  • sfalsate di almeno 25 cm tra una fila e l’altra.

Eventuali fughe devono essere:

  • riempite con lo stesso materiale isolante;
  • oppure con materiali idonei, mai con collanti o rasanti.

Una posa corretta riduce il rischio di ponti termici e fessurazioni.

posa pannelli cappotto termico - ARD Raccanello

5. Tassellatura

Tassellatura pannelli cappotto termico - Ard Raccanello

La tassellatura non è standard, ma deve essere progettata in base a:

 

  • tipologia di isolante;
  • tipo di collante;
  • altezza dell’edificio;
  • zona geografica e carichi di vento. 

Il numero, la disposizione e il tipo di tasselli contribuiscono in modo determinante alla stabilità del sistema.

6. Rasatura armata

La rasatura armata è uno degli strati più importanti del cappotto:

 

  • si realizza in due mani di rasante;
  • la rete in fibra di vetro va inserita tra i due strati;
  • la rete deve essere sovrapposta di almeno 10 cm nei bordi.

Questo strato conferisce al sistema la resistenza meccanica agli urti e assorbe le tensioni dovute alle escursioni termiche.

Questo strato conferisce al sistema la resistenza meccanica agli urti e assorbe le tensioni dovute alle escursioni termiche.   Proprio per questo motivo, la rasatura armata svolge un ruolo determinante anche nella capacità del cappotto di reagire a sollecitazioni accidentali, come quelle provocate da eventi atmosferici intensi. In presenza di danneggiamenti superficiali o localizzati, ad esempio a seguito di forti grandinate, è fondamentale intervenire con procedure tecnicamente corrette per ripristinare l’integrità del sistema.    In questi casi, conoscere le corrette modalità di ripristino di un cappotto termico danneggiato dalla grandine consente di evitare interventi impropri e di garantire continuità funzionale ed estetica alla facciata.

7. Primer e finitura

Dopo la completa asciugatura della rasatura armata:
  1. si applica il primer, secondo le indicazioni di scheda tecnica;
  2. successivamente si procede con il rivestimento di finitura.
La finitura ha una duplice funzione:
  • proteggere il sistema dagli agenti atmosferici;
definire l’estetica della facciata.
La scelta della finitura del cappotto termico deve essere coerente con il sistema a cappotto e con l’esposizione dell’edificio.

Gli errori da evitare nella posa del cappotto termico

La maggior parte delle criticità che si riscontrano nei sistemi di isolamento a cappotto non dipende dai materiali, ma da errori esecutivi in fase di posa.


L’esperienza maturata da ARD Raccanello nella produzione di sistemi per l’isolamento termico e nel continuo confronto con imprese e applicatori qualificati ha permesso di individuare una serie di criticità ricorrenti in cantiere, che è fondamentale prevenire.

Condizioni ambientali non idonee

Uno degli errori più sottovalutati riguarda il mancato rispetto delle condizioni ambientali di posa.
Durante le lavorazioni:

  • la temperatura dell’aria e del supporto deve rimanere tra +5 °C e +35 °C anche nelle 24 ore successive;
  • le superfici non dovrebbero essere esposte a radiazione solare diretta, che può compromettere la presa dei collanti e dei rasanti.

In presenza di forte irraggiamento è necessario proteggere le facciate con teli parasole. Nel caso di isolanti particolarmente sensibili al calore, come l’EPS additivato grafite , è indispensabile limitare l’esposizione diretta e adottare adeguati sistemi di ombreggiamento.
In caso di pioggia incipiente, la posa deve essere sospesa o le superfici adeguatamente protette.

Applicazione del cappotto su supporti inadeguati

La posa del cappotto su un supporto non idoneo è una delle principali cause di distacco del sistema. Prima dell’installazione è indispensabile verificare:

 

  • la coesione del supporto;
  • l’assenza di umidità o sali;
  • la planarità;
  • la resistenza dell’intonaco esistente.

Queste verifiche devono essere effettuate tramite controlli visivi, prove di spolvero, quadrettatura, battitura dell’intonaco e verifiche dimensionali. Ignorare questi accorgimenti preliminari significa compromettere l’adesione del collante e la durabilità dell’intero sistema.

Mancato utilizzo del profilo di partenza

Il profilo di partenza non è un accessorio opzionale, ma un elemento fondamentale del sistema a cappotto. La sua assenza può causare:

 

  • disallineamenti nella posa delle lastre;
  • maggiore esposizione all’umidità di risalita;
  • irregolarità estetiche nella fascia inferiore della facciata.

Il profilo consente inoltre di iniziare la posa ad almeno 2 cm dal piano di calpestio, proteggendo le parti più esposte dell’edificio.

Incollaggio scorretto dei pannelli isolanti

Un errore frequente riguarda la modalità di applicazione del collante. Il collante deve essere applicato sul retro del pannello:

 

  • con cordolo perimetrale e punti centrali, oppure
  • a tutta superficie su supporti complanari,

     

Deve garantire una copertura minima pari ad almeno il 40% della superficie del pannello.

Una quantità insufficiente di collante o una distribuzione disomogenea possono generare vuoti, ridurre la resistenza meccanica e favorire il distacco delle lastre.

Posizionamento errato delle lastre isolanti

Le lastre isolanti devono essere posate:

  • dal basso verso l’alto;
  • perfettamente accostate;
  • sfalsate di almeno 25 cm tra una fila e l’altra.

Un errore comune è l’allineamento verticale dei giunti, che concentra le tensioni e aumenta il rischio di fessurazioni. È inoltre fondamentale evitare che i giunti dei pannelli coincidano con:

  • cambi di materiale del supporto;
  • raccordi di muratura;
  • angoli delle aperture.

Fughe non correttamente gestite

Le fughe tra i pannelli isolanti non devono mai essere trascurate:

 

  • fughe superiori a 2 mm vanno riempite con porzioni dello stesso materiale isolante;

per fughe fino a 5 mm è possibile utilizzare schiume isolanti a bassa densità.

Errata realizzazione della rasatura armata

La rasatura armata deve essere eseguita secondo criteri ben precisi:

 

  • la rete in fibra di vetro deve essere annegata in due mani di rasante, per uno spessore complessivo di 3–5 mm;
  • la rete va posizionata nel terzo esterno o in posizione centrale dello strato di rasatura;
  • i teli di rete devono essere sovrapposti di almeno 10 cm.

Errori frequenti includono:

 

  • rete semplicemente appoggiata sul pannello isolante;
  • assenza di una delle due mani di rasatura;
  • utilizzo di reti non trattate antialcalino, soggette a degrado nel tempo.

Mancato utilizzo dei nastri di sigillatura

In corrispondenza dei punti di discontinuità, come:

 

  • giunzioni tra telaio finestra e cappotto;
  • raccordi con profili inferiori o superiori;
  • punti in cui sono presenti spazi da sigillare, è fondamentale utilizzare nastri di guarnizione adesivi autoespandenti.

Soluzioni improvvisate, come l’uso di silicone, non garantiscono le stesse prestazioni in termini di elasticità, durabilità e tenuta del sistema.

Assenza dei rinforzi diagonali negli angoli delle aperture

Un errore molto diffuso è la mancata applicazione dei rinforzi di rete posizionati a 45° in prossimità degli angoli di porte e finestre. Questi rinforzi sono essenziali per assorbire le tensioni che si concentrano in queste zone e prevenire la formazione di cavillature.

Errori nella tassellatura

Una tassellatura assente o eseguita in modo scorretto può compromettere gravemente la stabilità del cappotto.

 

Gli errori più comuni includono:

 

  • numero insufficiente di tasselli;
  • applicazione troppo superficiale;
  • applicazione eccessivamente profonda con successiva stuccatura impropria delle teste.

La scelta del tassello (tipologia e lunghezza) deve essere verificata anche tramite prove di estrazione, soprattutto su supporti non standard.

Considerazioni finali

Evitare gli errori che abbiamo elencato significa:

 

  • garantire la tenuta meccanica del sistema;
  • preservare le prestazioni termiche;
  • assicurare una durabilità nel tempo coerente con le aspettative di progettisti e committenti.

Un sistema a cappotto di qualità nasce dall’integrazione tra progettazione consapevole, materiali certificati e posa eseguita secondo le regole dell’arte.

 

La posa del cappotto termico è un intervento complesso che richiede competenza, precisione e rispetto delle normative. Affidarsi a sistemi certificati e a professionisti qualificati è la scelta migliore per ottenere un edificio più efficiente, confortevole e duraturo.

 

ARD Raccanello, con oltre 80 anni di esperienza e una forte attenzione alla sostenibilità e all’innovazione, supporta progettisti e committenti nella realizzazione di interventi di isolamento termico di qualità, pensati per il presente e per il futuro dell’edilizia.

 

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​​FAQ – Domande frequenti sulla posa del cappotto termico

  1. Quali sono le condizioni ambientali ideali per la posa del cappotto termico?

Le condizioni ambientali corrette sono fondamentali per garantire l’adesione e la durabilità del sistema a cappotto. La posa deve avvenire con temperature generalmente comprese tra +5 °C e +35 °C, in assenza di pioggia, nebbia persistente o vento forte. È inoltre importante evitare l’esposizione diretta al sole durante le fasi più delicate, per prevenire una presa irregolare di collanti e rasanti.

  1. Quali sono gli errori più comuni nella posa del cappotto termico?

Gli errori più frequenti nella posa del cappotto termico riguardano il mancato rispetto delle condizioni ambientali, l’applicazione su supporti inadeguati, un incollaggio insufficiente dei pannelli isolanti, una tassellatura non correttamente progettata e una rasatura armata eseguita in modo improprio. Queste criticità possono compromettere sia le prestazioni termiche sia la durabilità del sistema.

  1. Come deve essere realizzata correttamente la rasatura armata del cappotto?

La rasatura armata deve essere eseguita in due mani di rasante, con l’inserimento di una rete in fibra di vetro antialcalina tra i due strati, per uno spessore complessivo indicativo di 3–5 mm. I teli di rete devono essere sovrapposti di almeno 10 cm. Questo strato è fondamentale per conferire al cappotto resistenza meccanica agli urti e capacità di assorbire le tensioni.

  1. Come si definisce correttamente la tassellatura del cappotto termico?

La tassellatura del cappotto non è standard, ma deve essere progettata in funzione di diversi fattori, come la tipologia di isolante, il supporto, l’altezza dell’edificio, l’esposizione al vento e la zona geografica. Numero, tipo e disposizione dei tasselli incidono in modo significativo sulla stabilità e sulla sicurezza del sistema a cappotto.

  1. Un cappotto termico posato correttamente può comunque deteriorarsi nel tempo?

Sì, anche un cappotto termico posato a regola d’arte può subire fenomeni di degrado nel tempo. Eventi atmosferici eccezionali, come grandinate intense, forti escursioni termiche, inquinamento o sollecitazioni meccaniche accidentali, possono causare danneggiamenti localizzati. Per questo motivo, è importante prevedere controlli periodici e interventi di manutenzione o ripristino mirati.

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